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Il fenicottero

Il fenicottero
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Di tutti gli uccelli è sicuramente il più alla moda. Coloratissimo e glamour, dalla linea elegante, ma anche un po' goffo sulle sue lunghissime zampe.

È una delle specie più appariscenti del regno animale, il suo colore e il suo comportamento originale hanno dato origine a fiabe e leggende. Dal cinema al design contemporaneo tutti vanno pazzi per il fenicottero e c’è chi la chiama “Flamingo mania”, ma in pochi conoscono le tante curiosità di questa bellissima specie che ha ancora molto da insegnarci. Il Fenicottero (Phoenicopterus roseus) è una specie tipicamente mediterranea, ma nidifica in Italia solo da pochi anni.

Nel 1993 la prima colonia di fenicotteri è stata avvistata in Sardegna nell'area delle saline di Montelargius. L'anno seguente un'altra colonia si è insediata nelle Paludi di Orbetello, in Toscana. Il fenicottero ama muoversi e viaggiare molto, anche più volte nel corso della stessa stagione migratoria. Solo negli ultimi anni l'inanellamento ha permesso ai nostri scienziati di farsi un'idea più precisa dei grandi spostamenti di questo splendido migratore.

Il nido del fenicottero

Il fenicottero costruisce un nido molto semplice, un cumulo di fango che si eleva dal terreno e che proprio sulla parte sommitale ha una depressione per accogliere le uova. Una forma molto particolare, un tronco di cono che a molti ricorda quella dei “Nuraghe” sardi, regione, dove peraltro la specie nidifica con migliaia di coppie Se il fango non è disponibile a volte il nido può essere costruito con detriti. Il nido è spesso foderato con fili d’erba, piccoli rami o piume. L’uovo del fenicottero ha la forma di una grande arancia e viene covato da entrambi i genitori per circa un mese prima di schiudersi.

Il mito dell’Araba fenice

Il fenicottero è un migratore che nel suo lungo viaggio può arrivare a toccare diversi continenti, dall’Europa dove vive tutto l’anno all’Africa per arrivare fino in Asia. La migrazione del fenicottero spesso non è regolare, può capitare infatti che una colonia scompaia da un luogo per poi tornare a visitarlo solo diversi anni dopo.

Questo comportamento potrebbe aver contribuito alla nascita mito della Fenice, l’uccello leggendario che dopo aver vissuto per cinque secoli si lasciava bruciare su un nido di erbe aromatiche per poi risorgere dalle proprie ceneri.

Fenice o no il Fenicottero è una specie molto longeva che non smette di sorprendere gli scienziati. Nel 2017 nella Riserva Saline di Priolo è stato avvistato un fenicottero inanellato nel 1979. Amelie, così è stata ribattezzata, era nata circa 40 anni fa in Francia e a partire dai suoi avvistamenti è stato possibile ricostruire il viaggio della sua lunga vita attraverso la Sardegna, la Tunisia e la Spagna.

Era il suo corpo fatto di penne eran di petalo le sue ali era una rosa che volava diretta verso la dolcezza. (Pablo Neruda, Flamenco)

C'è un fenicottero nel cuore dei Soci della Lipu

Il fenicottero disegnato da Silvia Molinari per tutti i Soci della Lipu

Per tutti i Soci Lipu l’autunno quest'anno porta uno splendido fenicottero illustrato da Silvia Molinari. Con la rivista "Ali" tutti i Soci riceveranno subito la stampa realizzata dall'artista per ricordare che intorno a noi c'è una natura preziosa che va protetta e conservata come fa la Lipu da più di 50 anni. Inoltre con numero invernale della rivista Ali, i Soci riceveranno in regalo un'altra splendida stampa: il moriglione.

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Ma perché i fenicotteri sono rosa?

E' tutta colpa dei gamberetti. Il colore delle penne dei fenicotteri è dovuto ai carotenoidi, dei pigmenti organici presenti in molti molluschi, crostacei e insetti acquatici come l'Artemia salina, un minuscolo gamberetto di cui vanno ghiotti i fenicotteri. Più un fenicottero mangia questi gamberetti e più il suo piumaggio si colora di un rosa più intenso. Infatti i fenicotteri allevati in cattività perdono il loro caratteristico colore e diventano bianchi. Per lo stesso motivo i giovani nei primi mesi di vita sono bianchi, non avendo ancora “assorbito” il pigmento colorato.

Il becco del fenicottero

Ti sei mai chiesto invece perché il becco del fenicottero è ricurvo verso il basso? A differenza di quanto si pensa comunemente, il becco del fenicottero non serve ad afferrare la preda, ma (come accade anche per le balene) si tratta di un sofisticato filtro che attraverso speciali lamelle lascia uscire l'acqua intrappolando invece i microorganismi di cui si nutre l'animale.

Una rincorsa spettacolare

LA STAMPA D'AUTORE DEL FENICOTTEROC'è anche il fenicottero, insieme al moriglione. Iscriviti alla Lipu e ricevi le stampe preziose di Silvia Molinari.

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Il fenicottero si riunisce in gruppi nelle zone umide in cui caccia e fa il nido. Vedere una colonia di fenicotteri è sempre uno spettacolo mozzafiato. Uno dei momenti più divertenti quando si osserva un fenicottero è la sua lunga corsa prima di spiccare il volo. Il fenicottero come una ballerina un po' impacciata, prende la rincorsa allungando il collo e, per qualche istante, sembra persino camminare sull'acqua prima di spalancare definitivamente le ali ed alzarsi nell'aria.

Un fenicottero in giardino

Il fenicottero, grazie al suo colore appariscente e alla sua silhouette molto riconoscibile e chic, è uno dei simboli assoluti della cultura pop americana. Nel 1956 lo scultore e designer Donald Featherstone, impressionato da una foto di fenicotteri su National Geographic, crea il “pink flamingo”, una statua da giardino in plastica che ha subito un successo di massa e in poco tempo compare nei giardini di mezza America. Il “pink flamingo” è diventato un vero oggetto di modernariato, collezionato ed esposto nei musei, è anche comparso in centinaia di film hollywoodiani, spot pubblicitari e video musicali.

Alice gioca con il fenicottero. Da un manoscritto originale di Lewis CarrollAlice gioca con il fenicottero. Da un manoscritto originale di Lewis Carroll I fenicotteri più famosi nel mondo delle fiabe sono sicuramente quelli di Lewis Carroll. In Alice nel Paese delle Meraviglie la protagonista si trova coinvolta in un assurdo torneo di croquet indetto dalla Regina di Cuori, in cui fenicotteri e ricci sono parte del gioco.

Proteggiamo il nido del fenicottero

Oggi in Italia il fenicottero è presente in Sicilia, in Toscana, in Puglia, in Sardegna e nelle Valli di Comacchio. A pochi chilometri dalle più frequentate spiagge del nostro paese c'è sempre una zona in cui vive il fenicottero. Ma perché è così importante proteggerlo? Il fenicottero è l'animale simbolo di uno degli habitat più preziosi del nostro Paese, quello delle zone umide. Le zone umide come lagune, laghi, paludi, acquitrini e stagni sono dei veri paradisi per la biodiversità e ospitano centinaia di specie di anfibi, mammiferi, rettili, uccelli e altri animali. Un ecosistema delicato in cui ogni ospite è essenziale alla sopravvivenza degli altri. Per questo le zone umide sono protette dalle Direttive europee “Habitat” e “Uccelli” e dalla Rete Natura 2000. Proteggere la biodiversità è importante, iscriviti alla Lipu.

 

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