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Il ritiro ventennale dei seminativi a scopi faunistici, consistente nell'interruzione della pratica agricola per 20 anni e nella creazione di habitat naturali di pregio quali, ad esempio, zone umide, complessi macchia-radura, prati umidi e prati permanenti, che si è rivelato particolarmente utile nelle aree ad agricoltura intensiva, come la Pianura Padano-Veneta, dove tali ambienti sono praticamente scomparsi. Tali interventi hanno dato eccezionali risultati in Emilia-Romagna in termini di conservazione della biodiversità in generale, e dell'avifauna in particolare, soprattutto quando applicati a livello di comprensorio. I 4.969 ettari di zone naturali ri-create nella pianura bolognese e modenese ospitano, ad esempio, pressoché l'intera popolazione italiana di Mignattino piombato, specie in Allegato I della Direttiva "Uccelli". Nelle zone umide ripristinate sono state segnalate 97 specie di migratori. Altre specie che traggono importanti benefici da quest'azione sono Tarabuso, Falco di palude, Cavaliere d'Italia, Marzaiola, Pavoncella e Pernice di mare.

   Politiche agricole - Lo sviluppo rurale: un aiuto per agricoltori e uccelli  
Averla piccola - A. GandolfiE' sempre più chiaro il ruolo che l'agricoltura gioca nella conservazione della biodiversità, sia in termini negativi che positivi. E' evidente quindi come uno qualsiasi dei capitoli della politica agricola europea abbia un impatto sulla natura e sugli uccelli che con le attività agricole hanno imparato a convivere, o dalla continuazione delle quali addirittura dipendono. Parliamo di allodole, averle, albanelle, rondini, barbagianni…
Lo sviluppo rurale è il cosiddetto 2° pilastro della Politica Agricola Comune (PAC). Esso rappresenta circa il 19% del bilancio comunitario in agricoltura con un totale che, per il periodo 2007-2013, è pari a circa 76,66 miliardi di Euro. L'Italia può contare su 8,29 miliardi di euro di fondi europei ai quali si aggiunge la quota di cofinanziamento nazionale pari al 50% dei costi degli investimenti globali, con l'eccezione delle aree di convergenza in cui il contributo europeo sale al 75%.

Lo sviluppo rurale ha lo scopo di sostenere gli agricoltori non soltanto in modo diretto (come da sempre fa il 1° pilastro della PAC), ma anche la società rurale in senso più ampio. Esso infatti promuove la diversificazione dell'economia rurale e la qualità della vita nelle campagne. Lo sviluppo rurale da sempre sostiene gli agricoltori che utilizzano metodi di coltivazione, allevamento o silvicoltura compatibili con le esigenze dell'ambiente e del paesaggio. Dai primi anni '90 le cosiddette misure agro-ambientali sostengono finanziariamente gli agricoltori che sposano il metodo di coltivazione biologico, oppure coloro che preservano ambienti importanti come i prati, i pascoli o le siepi, oppure quegli agricoltori che mettono a riposo i terreni coltivati ripristinando ambienti naturali (come ad esempio il ritiro dei seminativi a scopi faunistici).

Fasce di rispetto attorno ai campi coltivatiIl Regolamento 1698/2005 per l'attuazione della politica di sviluppo rurale per il periodo 2007-2013 contiene numerose conferme rispetto al passato e alcune importanti novità. E' stata riconfermata l'importanza delle misure agro-ambientali, tanto che esse sono l'unica misura obbligatoria per tutti gli Stati membri.


Faggeta appenninica - A. Mazza
Riconoscendo l'importanza delle foreste per la conservazione della biodiversità, la UE ha previsto la possibilità di attivare i pagamenti per interventi silvo-ambientali, cioè dei finanziamenti a disposizione degli operatori forestali al fine di incentivare metodi di sfruttamento dei boschi più compatibili con l'ambiente e la natura. Potranno così essere attivate misure specifiche per la tutela dei picchi e dei tetraonidi.

La misura che forse più di tutte presenta un potenziale positivo per la tutela dell'avifauna è rappresentata dalle indennità Natura 2000. Esse permettono alle amministrazioni pubbliche di ricompensare gli agricoltori e gli operatori forestali degli svantaggi economici derivanti dall'applicazione di vincoli imposti per la conservazione delle specie e degli habitat che vivono nella Rete Natura 2000.

Re di quaglieSpieghiamoci meglio con un esempio: un sito Natura 2000 è stato designata per la conservazione del Re di quaglie. Questo uccello arriva in Italia dall'Africa per andare a riprodursi nei prati da sfalcio alpini. Il suo successo riproduttivo dipende dal mantenimento dei prati da sfalcio, ma anche dalla data del primo sfalcio. Sfalci effettuati prima della metà di luglio, periodo coincidente con le fasi della cova e allevamento della prole, possono causare perdite di uova, pulcini ed anche adulti. Una corretta gestione del sito implicherebbe l'imposizione del divieto di sfalcio prima della metà di luglio. Questo obbligo causerebbe all'agricoltore una perdita in termini di quantità e qualità del foraggio prodotto. Le amministrazioni sono quindi tentate di non introdurre questo tipo di vincoli, per non danneggiare le economie rurali. Oggi, grazie ai Pagamenti Natura 2000 è però possibile compensare gli agricoltori di queste perdite, salvando, come si dice, capre e cavoli, o se preferite vacche e Re di quaglie.

La LIPU si è molto impegnata affinché la politica di sviluppo rurale in Italia potesse realmente contribuire ad arrestare il declino della biodiversità come richiesto dall'Unione Europea ed affermato nel Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo Rurale redatto dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. A tal fine, come membro del partenariato sociale per lo sviluppo rurale, ha redatto commenti alle bozze di PSR di tutte le Regioni e Province autonome.
Chi fosse interessato può richiedere copia di questi documenti alla sede nazionale della LIPU.

 

 

 

 

 

 

 

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