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Cos'è
la PAC e perché è stata creata |
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 Buona
parte della spinta all'intensificazione agricola è venuta dalla Politica
Agricola Comune (PAC) della UE. Si tratta di un sistema di sussidi nato con il
Trattato di Roma del 1957 i cui principi furono definiti quando l'Europa si trovava
ad affrontare la scarsità delle scorte alimentari come conseguenza della
II Guerra Mondiale. La PAC è sorta in questo contesto per garantire all'Europa
una sufficiente produzione alimentare e per aiutare lo sviluppo delle comunità
rurali. Gli obiettivi stabiliti nel 1957 sono ancora oggi il cuore della politica
agricola dell'Unione Europea.
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| Su
cosa si basa la PAC? |
Inizialmente la
PAC era basata fondamentalmente su:
- la creazione di un mercato comune per i prodotti agricoli con
prezzi uguali e libertà di movimento in tutta Europa;
- favorire il mercato interno ai paesi membri;
- suddividere i costi del sostegno a questo settore dell'economia.
Gli obiettivi della PAC sono:
-
aumentare la produttività agricola promovendo il
progresso tecnologico;
-
assicurare condizioni di vita dignitose alle comunità
agricole, aumentando i guadagni individuali degli addetti del settore;
-
stabilizzare i mercati agricoli;
-
raggiungere l'autosufficienza alimentare;
-
assicurare prezzi ragionevoli dei prodotti alimentari.
Per
quel che riguarda il raggiungimento dell'autosufficienza alimentare,
la PAC è stata rapidamente un successo. D'altra parte,
però, non ha arrestato la continua diminuzione degli addetti
al settore agricolo nella UE: nel 1980 lavoravano nel settore
dell'agricoltura e della pesca 12,7 milioni di addetti, mentre
nel 2001 si è scesi a 6,7 milioni (pari ad un calo del
47%). In Italia si è assistito ad una diminuzione di 411.764
aziende agricole (pari al 13,6%) nel periodo compreso tra il 1990
e il 2000 (censimento generale dell'agricoltura, ISTAT 2001).
Inoltre il prezzo dei prodotti alimentari è notevolmente
più elevato a causa delle politiche agricole di mercato
(sostegno ai prezzi). i consumatori europei pagano per l'acquisto
di prodotti agricoli prezzi mediamente superiori del 37% rispetto
a quelli che pagherebbero in assenza della PAC, pagando una sorta
di "tassa sul cibo" pari a circa 120 € all'anno
per persona. Per
contro si sono realizzati degli "effetti indesiderati"
come la sovrapproduzione e i danni ambientali.
Nel corso delle riforme degli anni '90 alla PAC
sono stati attribuiti altri obiettivi quali lo sviluppo socio-economico delle
comunità rurali (sviluppo rurale) e la necessità di integrare l'ambiente
nella politica agricola. E' stato introdotto quindi il concetto che l'agricoltura
è un'attività multifunzionale ed essendo sostenuta con denaro pubblico
deve rendere un beneficio che va oltre la semplice produzione alimentare, ma che
riguarda anche la salute, l'ambiente e il benessere animale.
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| Come
funziona la PAC? |
Gli obiettivi
della PAC sono stati raggiunti per mezzo del sostegno al mercato, i sussidi alle
esportazioni e i dazi doganali alle importazioni.
La PAC opera tramite delle strutture:
-
le Organizzazioni Comuni
di Mercato (OCM): si tratta di regolamenti che disciplinano le attività
di vari settori agricoli. Ci sono 22 OCM che riguardano tutti i prodotti agricoli
europei tranne le patate, il miele e alcuni liquori.
-
il Fondo Europeo di Orientamento
e Garanzia in Agricoltura (FEOGA): è la parte del bilancio della UE dedicato
all'agricoltura che viene utilizzato per coprire tutte le spese sostenute per
il settore agricolo (pilastro I) e per alcune misure di sviluppo rurale (pilastro
II).
All'inizio la PAC era dotata di un bilancio costituito
da un solo "pilastro" il cosiddetto primo pilastro a
sostegno
della produzione agricola. Si è passati dal sostegno dei
prezzi al sostegno dei redditi con pagamento diretto basato sulla
superficie coltivata a cereali e a oleoproteaginose. Pertanto
si è passati dal favorire l'intensificazione colturale
stabilendo elevati prezzi al quintale al favorire l'ampliamento
delle superfici coltivate per usufruire dei pagamenti diretti
per superficie a scapito di aree tradizionalmente mantenute a
regime sodivo (è il caso ad esempio dello spietramento
e messa a seminativo di vaste aree delle Murge che ospitano varie
specie steppiche di uccelli tra cui una delle maggiori popolazioni
a livello mondiale del Grillaio, un rapace globalmente
minacciato).
Il primo pilastro si basa ancora oggi anche su:
-
limitazione delle importazioni tramite l'imposizione di dazi
doganali alti pari alla differenza tra il prezzo sul mercato estero e il prezzo
minimo garantito;
-
sussidi alle esportazioni tramite il rimborso (compensazione)
della differenza tra il prezzo sul mercato estero e il prezzo minimo garantito
(con l'effetto di creare enormi problemi alle economie dei paesi poveri, fenomeno
del dumping).
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| La
necessità di un cambiamento |
Purtroppo
però la PAC ha prodotto negli ultimi decenni una serie
di danni sociali ed ambientali estremamente rilevanti. Gli incentivi
alla produzione hanno prodotto danni al paesaggio, all'ambiente
e alla biodiversità ed hanno portato a inutili sovrapproduzioni
che si è poi tentato di limitare attraverso l'introduzione
di complessi sistemi di quote, disincentivi ed ulteriori sovvenzioni.
Pessimi sono anche i risultati dal punto di vista sociale: la
PAC non ha arrestato l'esodo dalle campagne ed ha accentuato il
processo di concentrazione delle attività agricole nelle
mani di grosse imprese industriali a scapito delle piccole aziende
famigliari. L'attuale PAC è anche estremamente ingiusta
dal momento che dispensa l'80% delle sovvenzioni al 20% degli
agricoltori proprietari delle aziende agricole di maggiori estensione.
Vi è infine la questione della rovina sociale operata nei
paesi poveri dal "dumping" di prodotti sottocosto europei
sostenuti prima attraverso gli aiuti alla produzione, poi da specifici
sussidi all'esportazione.
Una radicale riforma della PAC non è
più dilazionabile se vogliamo arrestare il drammatico declino degli uccelli
che vivono negli ambienti rurali italiani ed europei. La riforma della
PAC è quanto mai importante se vorremo evitare che si verifichino anche
nei paesi dell'allargamento i danni ambientali che si sono verificati nell'Europa
a 15.
Le riforme della PAC degli anni 1992 e 1999 avevano
l'obiettivo di risolvere i problemi economici creatisi negli anni precedenti,
ma poco hanno fatto per risolvere i problemi ambientali.
La riforma Mac Sharry (1992) affrontava
principalmente il problema economico della sovrapproduzione, ma conteneva alcuni
elementi positivi per l'ambiente come le misure agroambientali (Reg. 2078/92).
La riforma MacSharry ha rappresentato il completamento di una lunga fase di revisione
iniziata negli anni '80 con la presentazione del cosiddetto "Libro Verde"
nel quale venne espressa l'esigenza di una maggior integrazione tra politica ambientale
e PAC. Venne introdotta così la politica di sviluppo rurale,
il cosiddetto secondo pilastro, che prevede aiuti all'agricoltura che sono indipendenti
dalla produzione e che tende a consolidare il settore agricolo e forestale, a
migliorare la competitività delle zone rurali, tutelare l'ambiente e il
patrimonio rurale e promuovere il ruolo polifunzionale dell'agricoltura (Regolamenti
2078/92, 2296/92 e 2080/92). Per la prima volta, quindi, gli agricoltori hanno
ricevuto un sostegno al reddito non per produrre di più, ma per realizzare
dei progetti di miglioramento ambientale e di sviluppo rurale.
Con la riforma detta Agenda
2000, però, queste misure agro-ambientali
(con finalità prettamente ambientali) che sono state unite
alle misure di sviluppo rurale (con finalità diverse, cioè
produttive e di compensazione per la diminuzione dei prezzi garantiti)
in un unico regolamento e strumento di pianificazione ed hanno
perso di efficacia in quanto i soldi disposizione di questa misura
sono sensibilmente diminuiti.
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| Il
bilancio della PAC |

La PAC è finanziata attraverso il cosiddetto FEOGA (Fondo Europeo
di Orientamento e Garanzia in Agricoltura).
Il FEOGA è costituito da due parti:
-
la sezione di Garanzia che finanzia operazioni che riguardano
il mercato agricolo (per esempio pagamenti diretti alle aziende agricole, misure
di supporto al mercato come i sussidi alle esportazioni, l'intervento per acquistare
prodotti invenduti o invendibili, misure di controllo della sovrapproduzione come
le quote);
-
la sezione di Orientamento che finanzia il miglioramento
strutturale dell'agricoltura (Piani di Sviluppo Rurali, Programma Leader+, zone
Obiettivo 1).
Nel 2002 il costo netto della PAC nell'Europa dei
15 (UE-15) è stato di 45,350 miliardi di Euro. Di questi circa 42 provenivano
dalla sezione Garanzia e circa 3 dalla sezione Orientamento. Nel 2002 4,5 miliardi
di Euro sono stati spesi per lo sviluppo rurale (circa 10,3% del totale).
Spesa per Stato membro nel 2001
Spesa per tipo di prodotto nel 2001
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