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Politiche
agricole - Sviluppo rurale - Ambienti forestali |
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| L'applicazione
di alcune misure contenute nei PSR può rappresentare un
rischio per la conservazione e tutela della natura, malgrado i
piani integrati per lo sviluppo rurale debbano garantire la coerenza
tra varie misure ed evitare interventi conflittuali nella medesima
area geografica. Tra queste è necessario porre l'attenzione
su Imboschimento di superficie agricole e Altre misure forestali.
Le misure di rimboschimento tuttavia possono rivelarsi estremamente
utili, dal punto di vista ambientale, in particolari situazioni
come ad esempio nelle zone ad agricoltura intensiva in cui i boschi
naturali sono stati completamente eliminati.
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| Imboschimento
di superfici agricole |
Tale
sostegno è finalizzato, in particolare, ad uno o più
dei seguenti obiettivi:
-
una gestione e uno sviluppo
sostenibili della silvicoltura,
-
il mantenimento e la valorizzazione
delle risorse della silvicoltura,
-
l'estensione delle superfici
boschive.
L'estensione delle superfici boschive in Italia può
determinare gravi danni alla biodiversità se realizzato
a danno di una categoria di terreni agricoli come i prati e
i pascoli che sono in continua diminuzione.
L'imboschimento
delle superfici agricole è stato incentivato dal Reg.
CEE 2080/92 nel periodo 1994-2000 con lo scopo principale di
diminuire l'estensione della superficie agricola utilizzata
e la produzione eccedentaria nella Comunità Europea (e
conseguentemente di proteggere i prezzi dei prodotti agricoli)
destinando parte dei terreni coltivati agli impianti forestali
e quindi ad usi alternativi. Dai dati forniti alla fine dell'anno
2000 dalle Regioni italiane, responsabili dell'attuazione del
regolamento, emerge che sono stati realizzati e collaudati circa
104.000 ettari di impianti (realizzati per lo più con
latifoglie di pregio per l'arboricoltura da legno) e circa 112.000
ettari di miglioramenti boschivi (vedi paragrafo successivo)
per un costo complessivo di oltre 1.000 miliardi di vecchie
Lire, dei quali circa il 40% di copertura nazionale mentre il
resto è stato coperto da fondi comunitari. I risultati
del Reg. 2080 in termini percentuali sono stati, peraltro, modesti:
la superficie forestale nazionale è risultata, infatti,
accresciuta dell'1.5%, migliorata per un ulteriore 1.6%, mentre
la superficie agricola utilizzabile è diminuita di un'estensione
pari allo 0.7% del totale e la funzione di assorbimento di carbonio
svolta dalle foreste nazionali è aumentata di almeno
il 5.41%.
A partire dall'anno 2000 il Reg. CEE 2080/92 è stato
abrogato e, insieme ad altri regolamenti di carattere agricolo
e forestale, sostituito dal Reg. CEE 1257/99 per il sostegno
allo sviluppo rurale che, nell'ambito di Agenda 2000, per il
periodo 2000-2006 ha previsto l'esecuzione anche di interventi
forestali. Questa misura, oltre ad impianti di arboricoltura
da legno finalizzati alla produzione legname di pregio, finanzia
anche piantagioni per la produzione di biomassa, di tartufi
e per la realizzazione di boschi permanenti.
La forestazione di terreni agricoli come prati e pascoli
potrebbe avere effetti molto negativi in quanto molte delle
specie
di uccelli in declino sono legate ad ambienti aperti (prati,
pascoli, cespuglieti). Nonostante ciò, la maggior
parte delle Regioni e una Provincia autonoma (14 su 21) includono,
tra i terreni oggetto di forestazione, anche i prati, i pascoli,
i terreni a riposo (set-aside) e i terreni abbandonati.
Quando invece questa misura viene applicata a terreni
agricoli come i seminativi potrebbe avere un effetto positivo
nella Pianura Padano-Veneta ed in altre aree dove l'agricoltura
è estremamente intensiva e dove i boschi sono praticamente
scomparsi, o dove le aree forestali risultano estremamente frammentate
causando la scomparsa delle specie boschive come, ad esempio,
i picchi. In questo caso l'azione più utile
potrebbe essere l'impianto destinato a bosco (sottoposto a normativa
forestale) in quanto determina la creazione di superfici boschive
permanenti, che resteranno anche dopo il termine del finanziamento
in quanto è previsto il cambiamento della categoria catastale
(da terreno agricolo a terreno forestale). In tutti gli altri
casi, purtroppo, una volta terminati i finanziamenti che hanno
durate variabile (5 -10-15-20 anni) c'è l'alta probabilità
che la formazione boschiva venga sostituita da una coltivazione
annuale più redditizia. Si pone infatti il problema per
le amministrazioni locali delle zone padane in cui sono stati
effettuati molti rimboschimenti di trovare i fondi per proseguire
nel sostegno finanziario per incentivare le aziende agricole
a mantenerli.
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| Altre
misure forestali |
| Il Reg. CEE 1257/99
prevede degli aiuti al settore forestale che riguardano una o
più delle seguenti misure:
-
l'imboschimento di superfici che non rientrano
nell'ambito dell'articolo 31 (imboschimento di superfici agricole)
a condizione che le specie impiantate siano adatte alle condizioni
locali e compatibili con l'ambiente,
-
investimenti in foreste destinati
ad accrescerne in misura significativa il valore economico,
ecologico o sociale,
-
investimenti diretti a migliorare
e a razionalizzare il raccolto, la trasformazione e la commercializzazione
dei prodotti della silvicoltura; gli investimenti legati all'uso
del legname come materia prima devono essere limitati alle
operazioni precedenti la trasformazione industriale,
-
la promozione di nuovi sbocchi
per l'uso e la commercializzazione dei prodotti della silvicoltura,
-
lo stabilimento di associazioni
di imprenditori costituite al fine di aiutare i loro membri
a realizzare una gestione più sostenibile ed efficiente
delle foreste,
-
la ricostituzione del potenziale
produttivo silvicolo danneggiato da disastri naturali e da
incendi e l'introduzione di adeguati strumenti di prevenzione.
Tra
queste misure due in particolare prefigurano un potenziale impatto
negativo per la biodiversità: l'imboschimento di terreni
non agricoli e gli investimenti diretti a migliorare il raccolto.
Queste misure comportano l'aumento della superficie boschiva
a scapito di zone marginali importanti per le specie selvatiche
prioritarie e la meccanizzazione del settore selvicolturale
con la conseguente intensificazione delle pratiche forestali
e la costruzione di nuove strade e piste forestali.
La superficie forestale italiana è aumentata del 40%
negli ultimi 50 anni. Una priorità di conservazione in
Italia non è l'aumento della superficie dei boschi, quanto
piuttosto il miglioramento della qualità ecologica e
della gestione di quelli esistenti a cui questa misura è
in parte dedicata.
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Dipartimento Conservazione
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